Il Traduttore Ufficiale

Il Traduttore Ufficiale

Dedichiamo alcune righe del nostro blog all’argomento delle asseverazioni e perizie in Italia e del ruolo esercitato dal cosiddetto traduttore ufficiale.

Vediamo di portare un po’ di chiarezza su questo argomento, perché se sei arrivato in questa pagina, stai forse cercando traduttori ufficiali.

Esiste o no il traduttore ufficiale?

L’argomento dell’esistenza o meno del traduttore ufficiale in Italia è oggetto di dibattito tra molti professionisti della traduzione. La questione è la seguente: c’è o non c’è il traduttore ufficiale? Esiste questa figura?

Come sempre, c’è un nome per ogni cosa, ma noi traduttori sappiamo bene che l’italiano non è una lingua precisamente sintetica. In Italia si utilizzano indistintamente i termini traduttore giurato, traduttore autorizzato o traduttore ufficiale per dire la stessa cosa (o quasi la stessa cosa).

Il traduttore certificato è invece un soggetto diverso, anche se a volte, all’estero, dove non esistono le asseverazioni, viene chiamato anche così il traduttore ufficiale.

Il traduttore certificato si occupa di traduzioni certificate che non sono necessariamente asseverate. Il traduttore ufficiale si occupa invece di asseverazioni. E comunque, quando un’agenzia di traduzioni consegna a un cliente una traduzione certificata su carta intestata, è bene che a firmarla sia un traduttore ufficiale, ovvero un traduttore giurato iscritto al Tribunale, che possa certificare la propria professionalità e appartenza a un albo che la riconosce tale. 

Al di là del termine, in Italia esiste una figura professionale che si occupa di traduzioni ufficiali, e cioè di certificare la fedeltà della traduzione al documento di partenza. Questa figura è proprio il traduttore ufficiale. Le traduzioni ufficiali sono semplicemente traduzioni giurate ma la corrispondenza della traduzione con il testo originale può anche essere certificata per alcuni Paesi del mondo. Quindi i traduttori ufficiali esistono, altrimenti non sarebbero richiesti dagli enti pubblici per dare valore legale a una traduzione.

Perché alcune agenzie di traduzioni si ostinano allora nel dire che il traduttore ufficiale non esiste? Forse perché non sono iscritte al Tribunale? 😉

Questa domanda ci porta ad affrontare un altro argomento ancora: l’ordine professionale per i professionisti della traduzione.

L’albo professionale del traduttore

La controversia risiede soprattutto qui: in Italia, come nella maggior parte dei Paesi europei, l’albo professionale sta scomparendo per la maggior parte delle professioni intellettuali. È rimasto obbligatorio per sole tre grandi categorie di professionisti, ovvero quelli che operano nell’ambito della salute (e non tutti), della legge e della tecnica.

Come è ovvio, le professioni che è possibile esercitare in Italia non sono solo di tipo sanitario, legale o tecnico.

Così come non esiste un albo per l’insegnante, il musicista, il pittore, il copywriter, il professionista del web e moltissime altri professionisti, così non esiste un ordine professionale italiano che regoli la professione esercitata dal traduttore, e men che meno quella del traduttore ufficiale.

Diciamo che quella del traduttore è una professione non regolamentata e che l’albo professionale del traduttore non è previsto.

E si capisce che sia così, anzitutto perché:

  • Il mercato del traduttore, così come del traduttore ufficiale, non è locale, di conseguenza non può avere un tariffario di traduzioni imposto da un albo professionale.
  • Per un traduttore non c’è “il mercato” ma i mercati.
  • Il mercato professionale della traduzione è ampio come il mondo.

Chi può allora stabilire quello che va bene e non va bene nei nostri mercati internazionali? Non l’ordine professionale, di sicuro, ma forse sì i Tribunali che hanno elenchi di traduttori ufficiali nominati dal giudice. Questo dovrebbe essere una garanzia per un cliente.Salva

Fatte queste premesse necessarie, torniamo all’argomento che ci occupa: il traduttore ufficiale.

Chi è il traduttore ufficiale

In Italia il traduttore ufficiale è un professionista della traduzione che si occupa di tradurre documenti, nella maggior parte a contenuto legale, e di certificare mediante giuramento che la traduzione in una lingua è fedele al documento originale scritto in un’altra lingua.

La traduzione ufficiale è considerata a tutti gli effetti una perizia e come tale può essere firmata con piene garanzie da un perito traduttore iscritto al relativo albo presso il Tribunale. Questo traduttore iscritto all’albo dei traduttori del tribunale è chiamato dal Tribunale stesso e dalle altre istituzioni italiane “traduttore ufficiale” o “traduttore giurato” o ancora “traduttore autorizzato” e le traduzioni prodotte si chiamano traduzioni giurate, ufficiali o asseverazioni.

Chi può fare la traduzione ufficiale?

Una traduzione ufficiale può essere svolta da un traduttore ufficiale, e cioè da un traduttore autorizzato, in particolare quando la traduzione deve essere utilizzata in un Paese straniero. In altri Paesi, in effetti, è obbligatorio che a giurare una traduzione sia un traduttore giurato. Non basta essere un traduttore professionista.

La legge italiana che regola le procedure in materia di asseverazioni risale al 1922. Parecchi anni prima della Seconda Guerra Mondiale! È piovuto da allora, vero? All’epoca qualche perizia veniva sicuramente fatta ma di traduzioni legali probabilmente non ve n’era neanche l’ombra.

Chi poteva sottoscrivere fino a poco tempo fa in Italia una traduzione asseverata?

La legge italiana (così come era stata promulgata nel 1922) non prevedeva la figura del traduttore ufficiale semplicemente perché in quegli anni nessuno si recava in Tribunale a prestare giuramento per una traduzione. Con Regio Decreto del 9 ottobre 1922, il Re Vittorio Emanuele III disponeva che le perizie stragiudiziali fossero ricevute dai cancellieri del Tribunale.

Si vede che nel tempo anche l’asseverazione di una traduzione è stata considerata a tutti gli effetti una perizia.

In sostanza, la legge non contemplava precisamente la figura del traduttore quanto piuttosto quella del perito (geometra, medico-forense, ecc.).

Non per niente il consulente tecnico CTU, sia traduttore che perito, è un consulente del giudice.

Fatto sta che non essendo stata nel frattempo modificata la legge, con la crescita delle asseverazioni di traduzioni la Giustizia italiana si è trovata di fronte a un vuoto legislativo e ha conferito piena facoltà ai singoli Presidenti dei Tribunali italiani affinché essi possano stabilire, nel loro Tribunale di competenza, chi può prestare giuramento per una traduzione con l’atto di asseverazione e chi non può farlo.

Fino a poco tempo fa, in alcuni Tribunali italiani chiunque assumesse la responsabilità civile e penale, fosse maggiorenne e non avesse precedenti penali poteva asseverare una traduzione.

Quali sono state le conseguenze di queste decisioni?

Con l’arrivo in Italia di tanti stranieri provvenienti da tutti i Paesi del mondo e parlanti di altrettante lingue straniere, chiunque si presentasse davanti al cancelliere del Tribunale con un documento originale e una traduzione poteva asseverare una traduzione.

E questo al di là della preparazione del soggetto, della conoscenza più o meno approfondita della lingua di partenza e di arrivo e a prescindere che la traduzione fosse completa, corretta e fedele, sia nei contenuti che nella forma, così come dichiarato sul verbale di asseverazione.

La conseguenza è stata ovvia: sono giunte presso la Procura della Repubblica in moltissimi Tribunali italiani segnalazioni di traduzioni mendaci, chiaramente manipolative della verità e con finalità che chiamare “poco chiare” sarebbe eufemistico.

In pratica, in molte di queste traduzioni asseverate veniva dichiarato il falso, molto spesso non erano complete e non soddisfacevano i requisiti di qualità necessari per traduzioni che devono essere rivestite di valore legale.

In pratica, chiunque poteva dichiararsi traduttore giurato senza esserlo.

Nuove disposizioni dei Tribunali italiani in materia di asseverazioni di traduzioni e perizie

Fortunatamente nei Tribunali italiani ha prevalso il buon senso ed è stato disposto che a occuparsi dell’asseverazione di una traduzione sia esclusivamente un traduttore professionista qualificato, con provata formazione ed esperienza, che sia stato selezionato da un ente di pubblica rilevanza.

Precisiamo che, come è stato detto, essendo ritenuta l’asseverazione una perizia a tutti gli effetti, si risponde sempre personalmente con l’atto di asseverazione.

È il traduttore che firma il verbale quello che risponde penalmente davanti alla legge e non l’agenzia di traduzioni come personalità giuridica. Per un’asseverazione risponde sempre il soggetto che giura la traduzione, in prima persona. Quindi un traduttore dell’agenzia di traduzioni debitamente iscritto può asseverare. Si risponde però ad personam.

In sintesi, le nuove disposizioni dei Tribunali Italiani per le asseverazioni di traduzioni e di perizie prevedono che ad asseverare sia:

  • Un traduttore giurato iscritto all’Albo CTU dei periti del Tribunale con la qualifica di interprete/traduttore, quindi un traduttore ufficiale.
  • Un traduttore iscritto al Ruolo Periti ed Esperti della Camera di Commercio, in qualità di traduttore / interprete.
  • Un traduttore iscritto ad Associazioni professionali di interpreti e traduttori aventi rilevanza pubblica, ai sensi della legge n. 4/2013 (e/o in possesso della certificazione di qualità per i servizi di traduzioni).
  • Un traduttore iscritto ad elenchi ufficiali di traduttori e interpreti di Enti italiani aventi rilevanza pubblica.

Il traduttore ufficiale: conclusione

Il traduttore iscritto all’albo CTU (Consulenti Tecnici d’Ufficio) è un perito al servizio del giudice e viene denominato dalle istituzioni pubbliche traduttore ufficiale.
Le asseverazioni di traduzioni eseguite da un traduttore ufficiale hanno valore legale su tutto il territorio italiano e vengono accettate all’estero.

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