Asseverazione e Legalizzazione

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Asseverazione

Talvolta ci viene richiesta la asseverazione e legalizzazione della traduzione quando un documento è rilasciato in Italia e deve essere utilizzato in un altro Paese. In effetti sono due servizi separati. Capita tuttavia molto spesso che il cliente si rivolga al nostro studio per una traduzione legalizzata intendendo con questo termine asseverazione o traduzione asseverata

Asseverazione e Legalizzazione di una Traduzione

Precisiamo che c’è una sostanziale differenza tra legalizzazione e asseverazione e fra apostille e legalizzazione. In questo articolo vedremo di fare un po’ di chiarezza.

Un documento può essere certificato legalmente mediante:

  • asseverazione notarile o in Tribunale
  • legalizzazione
  • apostille (in alternativa alla legalizzazione quando il Paese di destinazione è firmatario della Convenzione dell’Aja del 1961).
Vediamo qui di seguito in cosa consiste ognuna di queste procedure e quali sono gli enti pubblici che erogano tali servizi.

Asseverazione

Cos’è?

La asseverazione è un atto pubblico a carico di un traduttore ufficiale che presta giuramento presso l’ufficio asseverazioni e perizie del Tribunale. Con l’asseverazione il traduttore certifica, firmando un apposito verbale di asseverazione, la corrispondenza e la fedeltà della traduzione rispetto al documento originale di partenza.

ASSEVERARE SIGNIFICA GIURARE

L’asseverazione di una traduzione può essere chiamata anche traduzione ufficiale o traduzione giurata. Quindi ASSEVERARE significa GIURARE.

asseverazioni tribunale padova

Quando è necessaria una traduzione con asseverazione

L’asseverazione della traduzione è necessaria:

  1. quando sia richiesto rendere legalmente valido in Italia un documento o un certificato scritto in una lingua straniera perché proveniente da un altro Paese. Si deve allora procedere alla traduzione asseverata in italiano. Un esempio: è necessaria una traduzione asseverata in italiano per la cittadinanza.
  2. quando un documento rilasciato in Italia deve essere presentato dinnanzi un’autorità di un Paese diverso dove l’italiano non è lingua ufficiale. Quando il Paese di destinazione lo richiede, la asseverazione dovrà essere munita del timbro di legalizzazione, come spiegheremo più avanti in questo articolo. Esempio: traduzione asseverata di sentenza di divorzio per l’Argentina che successivamente deve essere apostillata.

Da chi deve essere asseverata una traduzione e cosa comporta asseverare.

La traduzione e l’asseverazione deve essere a carico di un traduttore ufficiale.

La maggior parte dei Tribunali italiani non consente più che ad asseverare una traduzione sia chiunque. Ad occuparsi dell’asseverazione e della traduzione deve essere un traduttore iscritto all’albo del Tribunale come CTU che possa rilasciare una traduzione ufficiale.

ASSEVERARE VUOL DIRE ASSERIRE CON CERTEZZA

Solo per il fatto che il perito tecnico o il traduttore firmano il verbale di asseverazione, l’atto acquisisce valore legale. Se il perito assevera, si presume che l’atto (nel nostro caso la traduzione) è vero. Asseverare, quindi, è un atto necessario per conferire ufficialità a una traduzione.

L’asseverazione è inoltre consentita a un traduttore iscritto al Ruolo dei Periti ed Esperti della Camera di Commercio nella maggior parte dei Tribunali italiani. Per dimostrare la propria qualità dovrà presentare in Tribunale, al momento dell’asseverazione, lo specifico tesserino rilasciato dalla Camera di Commercio oppure il numero di iscrizione all’albo del Tribunale. Se non potrà dimostrare la propria qualità, il traduttore non potrà asseverare.

Anche i traduttori appartenenti a un’associazione di categoria di pubblica rilevanza possono asseverare una traduzione.

Il traduttore che ha svolto la traduzione firma e timbra il relativo verbale di asseverazione in presenza di un cancelliere del Tribunale, dell’Ufficio del Giudice di Pace o di un Notaio.

Il verbale di asseverazione viene in seguito firmato e timbrato dal cancelliere che riceve l’atto di asseverazione.

ATTENZIONE: quando in un Paese straniero viene richiesta una traduzione giurata, si consiglia che a procedere con l’asseverazione sia un traduttore iscritto all’albo del Tribunale che riporti sul verbale il numero di iscrizione, perché all’estero sono molto più rigorosi che in Italia. Le traduzioni giurate non hanno alcuna validità se firmate da altri soggetti diversi dal traduttore ufficiale.

Legalizzazione di documenti e di traduzioni

In cosa consiste la legalizzazione

Con il termine legalizzazione si intende il procedimento con il quale viene autenticata la firma apposta su un documento, un certificato o un atto legale. Può essere in forma di legalizzazione o di apostille. La traduzione giurata con asseverazione può essere anche legalizzata.

Dove si fa la legalizzazione di un documento o di una traduzione asseverata

Anzitutto bisogna distinguere fra la legalizzazione di un documento e la legalizzazione di una traduzione asseverata.1)Salva

1) Legalizzazione di un documento originale:

– Se il documento è rilasciato in Italia da un ente pubblico diverso dal Tribunale (esempio: un certificato del Comune, una visura camerale, un certificato di laurea), il documento va legalizzato oppure apostillato presso la PREFETTURA.

– Se il documento è rilasciato in Italia dal Tribunale (esempio: certificato del casellario, di carichi pendenti, copia conforme di un atto legale, un atto notarile), il documento va legalizzato presso il TRIBUNALE.

– Se il documento è rilasciato in un Paese estero, la legalizzazione deve essere fatta nel Paese di provenienza prima di portare il documento in Italia. Il timbro di legalizzazione è infatti apposto dal Governo del Paese di provenienza sul documento originale. Una volta legalizzato il documento originale nel Paese che lo ha rilasciato dovrà essere portato in Italia per l’asseverazione. Non sono accettate presso gli enti pubblici italiani (per esempio al Comune) traduzioni giurate o asseverazioni fatte all’estero. Il consiglio è di non farle perché dovrete poi ripeterle in Italia.

ATTENZIONE: Se il Paese di provenienza non è firmatario della Convenzione dell’Aja del 1961, prima di affidare la traduzione e l’asseverazione a un traduttore ufficiale o a un’agenzia di traduzioni, occorrerà recarsi presso l’ambasciata o il consolato italiano nel Paese d’origine per un visto consolare ulteriore.

RICORDA: PRIMA DI ASSEVERARE, RICORDATI DI APOSTILLARE O DI LEGALIZZARE SE IL DOCUMENTO VA ALL’ESTERO

2) Legalizzazione di una traduzione

Se il documento è tradotto da una lingua straniera all’italiano perché il documento deve essere utilizzato legalmente in Italia, allora non si esige alcuna forma di legalizzazione ulteriore all’asseverazione, perché si presume che il documento originale sia già stato legalizzato nel Paese di provenienza.


Se invece il documento tradotto e asseverato da un traduttore ufficiale deve essere utilizzato legalmente in un altro Paese all’estero, occorrerà legalizzare anche l’asseverazione presso lo stesso Tribunale dove il traduttore ha asseverato la traduzione.

Ricapitolando:

A) Il documento è stato rilasciato all’estero:

1º procedura: legalizzare il documento originale nel Paese d’origine e, se non della Convenzione dell’Aja, recarsi al consolato italiano nel Paese di provenienza per il visto consolare. La firma del Consolato o dell’Ambasciata non va legalizzata ulteriormente.

2ª procedura: affidare a un traduttore ufficiale o a una agenzia di traduzioni autorizzata una traduzione asseverata (traduzione + asseverazione) e dopo l’asseverazione richiedere si proceda anche con il servizio di legalizzazione della traduzione sul verbale di asseverazione.

A questo riguardo rimandiamo all’articolo 33 del D.P.R. del 28 dicembre 2000 dove si descrive in modo esaustivo tutta la questione relativa alla legalizzazione di firme.

B) Il documento è stato rilasciato in Italia e deve essere usato all’estero.

1ª procedura: andare in Prefettura a legalizzare il documento originale

2ª procedura: rivolgersi a un’agenzia di traduzioni giurate come la nostra e procedere con una traduzione ufficiale a carico di un traduttore giurato. Se hai dubbi noi ti prestiamo consulenza gratuita per le asseverazioni.

3ª procedura: richiedere al traduttore o all’agenzia che proceda anche con la legalizzazione, in particolare se il Paese richiedente non è un Paese europeo.

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Asseverazione e Legalizzazione, tempistica

Allora, qual è la tempistica di consegna per una asseverazione e una legalizzazione?

L’ufficio asseverazioni e perizie presso il Tribunale di Padova dove noi di Giuritrad asseveriamo le nostre traduzioni, è aperto una volta alla settimana, nella giornata di lunedì, dalle ore 10.00 alle ore 12.00. In casi di particolare urgenza, per l’asseverazione possiamo ricorrere all’Ufficio del Giudice di Pace, che tuttavia riceve il traduttore solo su appuntamento, fissato con congruo anticipo e non ogni settimana.

Pertanto i nostri tempi di consegna, in media, per una asseverazione sono di circa 1 settimana dalla data dell’incarico.

La tempistica necessaria, invece, per la legalizzazione di una traduzione presso l’ufficio legalizzazioni del Tribunale è di circa 2-3 giorni lavorativi.

In caso di urgenza estrema, è possibile per noi asseverare presso un notaio qualsiasi giorno della settimana, dal lunedì al venerdì, a un costo leggermente superiore che preveda anche l’onorario del notaio.

Precisiamo che alcune tipologie di certificati da utilizzare in alcuni Paesi del mondo, non richiedono l’asseverazione ma unicamente la traduzione certificata per la quale non è necessario recarsi presso il Tribunale.

Molti clienti ci domandano quando apporre l’Apostille e quando la Legalizzazione.

Anzitutto, la Apostille è una forma di legalizzazione, prevista quando il documento deve essere reso legalmente valido in un Paese firmatario della Convenzione dell’Aja del 1961. In tutti gli altri casi, è da procedere con la legalizzazione.

Elenco degli Stai che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 1961:

Ecco qui di seguito l’elenco completo dei Paesi in cui è in vigore la Convenzione dell’Aja. Per questi Paesi il timbro che è necessario apporre, sia sull’asseverazione che sul documento originale, è quello dell’Apostille. I Paesi della Convenzione dell’Aja sono i seguenti:

  • Albania, Andorra, Antigua e Barbuda, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan
  • Bahamas, Baharain, Barbados, Belgio, Belize, Bosnia-Erzegovina, Botswana, Brasile, Brunei, Bulgaria, Capo Verde, Cipro, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Croazia
  • Danimarca, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Estonia
  • Fiji, Finlandia, Francia  (non serve la Apostilla)
  • Georgia, Germania, Grecia
  • Honduras, Hong Kong
  • Irlanda, Islanda, Isole Cook, India, Israele, Italia
  • Giappone, Kazakistan, Lettonia, Liberia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo (non è necessaria la Apostille)
  • Macau, Malawi, Macedonia, Malta, Isole Marshall, Mauritius, Messico, Moldavia, Monaco, Mongolia, Montenegro
  • Namibia, Nuova Zelanda, Nicaragua,
  • Paesi Bassi, Panama, Perù, Polonia, Portogallo,
  • Regno Unito, Republica Ceca, Repubblica Dominicana, Romania, Russia
  • Santa Lucia, Samoa, San Marino, Serbia, Seychelles, Slovacchia, Slovenia, Sudafrica, Spagna, Stati Uniti, Suriname, Svezia, Svizzera, Swaziland
  • Tonga,  Trinidad Tobago, Turchia
  • Ucraina, Ungheria, Uruguay, Uzbekistan, Vanatu, Venezuela.

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